È Beppe Grillo il problema del Movimento 5 Stelle?

A un’intervista della senatrice M5S Gambaro che ha detto che il linguaggio violento di alcuni articoli di Grillo sul suo blog (riportati ed ingigantiti da un stampa che ha chiaramente mandanti politici) non facilitano il lavoro dei parlamentari e dei senatori ed è anche colpevole del “flop” elettorale del Movimento stesso, Beppe Grillo risponde domandando ai lettori del blog quanto riferito nel titolo.


Paradossalmente diventa trasparente la forza e la debolezza del fondatore del M5S, il sentimento di delusione nei confronti di chi (da un suo punto di vista) gli dovrebbe personalmente gratitudine, ma dall’altro canto la dimostrazione della passione di chi del Movimento ne ha fatto una ragione di vita.


Beppe Grillo ha creato con il Movimento un’opera grandiosa, incanalando la protesta popolare in modo pacifico al grido di solidarietà, onestà e comunità, ma allo stesso tempo ha dimenticato di organizzarla per il periodo che viene fatidicamente dopo le nozze.


E chiedere a una rete di anonimi retoricamente, se lui stesso sia divenuto il problema denota una permalosità che in politica non è da considerarsi pregio. Sarebbe invece stato molto più saggio, avendo formato un’intranet di soli attivisti, iscritti al M5S, chiedere, in quel contesto, consigli per migliorarsi. Altrimenti, come succede al momento, ogni diatriba all’interno del Movimento diventa una notizia da prima pagina dei giornali nazionali, incuriosendo all’inizio, ma stufando ben presto gli elettori, quelli di oggi e quelli di domani.


Ormai il Movimento è diventato più grande di suo “padre” Grillo, ma non per questo sarà meno suo figlio. E a un figlio un padre deve dare la mano per aiutarlo a svilupparsi indipendentemente e non deve imporgli egoisticamente il proprio volere. O se questi non obbediscono “scomunicarli” (invitandoli a lasciare la casa) come successo oggi con la senatrice Gambaro, in quel tipico impeto emotivo italico che pare Grillo non possa reprimere.


Il Movimento incorpora ormai molte più coscienze di quante Beppe Grillo ne possa rappresentare, logicamente se si pensa ad un elettorato di nove milioni di persone. Per questo è necessario iniziare a sviluppare il M5S 2.0:


1. Scrivendo un non-statuto 2.0, che prenda in considerazione le esperienze negative e cementifichi quelle positive. Questa “costituzione M5S” deve essere come un organismo, vivere e crescere con il Movimento venendo adattato a tutte le nuove esigenze che si troveranno strada facendo


2. Ridefinendo il metodo di selezionamento dei nostri portavoce, con un occhio di maggiore riguardo alle competenze specifiche e alle qualità comunicative
degli stessi


3. Organizzando oltre che per la rete anche per la stampa canali di informazione adatti a comunicare anche con coloro che non usano internet, integrando attivisti e simpatizzanti in forma organizzata come "opinionisti" per fronteggiare i media con le nostre idee. Bisogna anche andare nei talk show dimostrando però la nostra diversità intellettuale e comportamentale



4. Cominciando a strutturare un lavoro programmatico comune per comune dando ai gruppi nel territorio mezzi standardizzati per rendere il lavoro più efficiente
per arrivare a quel cambiamento culturale del nostro paese che ha un orizzonte temporale di generazioni e non di una legislatura


5. Allargando la “non-dirigenza” del Movimento creando un gruppo di personalità con caratteri differenti ampliando lo spettro del nostro appeal per tutte le fasce degli elettori


6. Applicando il motto: Mai una protesta senza una proposta, concretizzare quindi ad ogni occasione il nostro programma con un progetto preciso


L'implosione italiana è ormai inevitabile: Prepariamoci per poi poter ricostruire.

 

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